Julia Marcell on SellaBand

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martedì, 13 gennaio 2009

Il conSiglio dal cilindro
(del cappellaio matto)



Prendi un libro di Charles Dickens dalla libreria.
Togli la polvere (è tanto che non lo leggi, e forse non l’hai mai fatto, perché è “troppo triste”).
Lo apri e chiudi gli occhi…
Passeggi sotto una dolorosa pioggia fredda tra le vie deserte della città.
E il vento. Sulle pareti i manifesti strappati di spettacoli “mirabolanti”.
È lì che incontri il cappellaio matto (il maestro Vinicio Capossela), unico essere colorato nella scenografia in grigio e nero (con effetto seppia).

Si apra il sipario di velluto rosso…

Il maestro-cappellaio matto si siede al piano, poi si alza in piedi imbracciando una chitarra, poi di nuovo seduto. Riempie con sapienza e morbidezza il piccolo palco vestito a festa, incorniciato dai suoi eleganti musicisti-acrobati e “straziato” dalle goffe movenze alcolizzate del mago-pignatta umana.

Il maestro omaggia con reverenza i suoi maestri, scalda il pubblico e l’aria, come il suo vino preferito: rosso, corposo e profumato.
Si traveste, cambia i suoi “magici” cappelli come la notte-donna cambia di umore, e trasforma la pioggia in neve… calda su di noi, qui fuori dal Corallo, nella notte di capodanno. Night(mare) after Christmas.

Ti costringe a vivere le sue canzoni, entrarci, seguirlo da un buco all’altro. Da un decennio all’altro.
Ti fa infilare una camicia a quadretti, il pettine nel taschino, appoggia la puntina sul disco, mette il grammofono sui sedili posteriori della cabriolet che scivola via.
Accende un’altra sigaretta...

Agli angoli delle strade, dietro le finestre e i cespugli, sotto i tombini, nella buca dell’orchestra, spuntano sempre i baffi del gatto-aiutante magico, che arrangia, soffia, suona, arricchisce, impreziosisce…
È quasi mattina e vi fermate al bordo della statale, sotto un platano. Lui tira fuori un sacco a pelo dal baule della macchina, utilissimo quando ti perdi nella nebbia, quando anche la terza bottiglia è finita e le parole iniziano a confondersi.

Il maestro, con il suo sorriso dolce e benevolo, bacia la civetta ed estrae un cassetto dal comò, grande come un letto, più grande, sempre più grande. Non puoi resistere: ti devi tuffare nei colori morbidi, il profumo di Marsiglia, e danzare, saltare, ma lentamente, con gli occhi semichiusi, immergendoti nell’arte dei suoi sogni.

Che musica, maestro!




Nota: mensione speciale per due suoi musicisti: Alessandro "Asso" Stefana, nella parte di uno dei musicisti-acrobati sul palco (chitarra e produzione, anche con Marco Parente, GoodMorningBoy, Paolo Benvegnù) e Enrico Gabrielli, nella parte del gatto-aiutante (fiati, tastiere e arraggiamenti vari, anche con Afterhours, Mariposa, Marco Parente, Morgan)
postato da: djgab0 alle ore 14:34 | link | commenti
categorie: musica, music, live, vinicio capossela
domenica, 21 dicembre 2008

Capocce intense

Capoccia 1

caparezzaDivertente, irriverente, gli piace (e piace al)la gente,
trasformista, umorista, convinto anti-fascista,
saltellante, roboante, decisamente stimolante,
infantile, inconfondibile, impone il suo stile,
corale, bestiale, a tratti geniale...


Pessimo tentativo di omaggiare in rima (stile rap) l'indiscutibile talento di Caparezza. Bambini (tanti bambini), adulti, giovani, tutti eccitati e divertiti dallo spettacolo. Ottimo gruppo sul palco: coesi, entusiasti, corali. Due ore di intensità pura. Habemus Capam!

Dettagli:
CapaRezza (al secolo Michele Salvemini)
nato a Molfetta il 9 ottobre 1973
live: 20 dicembre 2008 @ Fuori Orario, Taneto di Gattatico (RE)


Capoccia 2

alleviVisibilmente emozionato, come sempre apparentemente a disagio in ogni situazione tranne quando ha a che fare direttamente con la musica, la tocca, la sente, ne viene invaso, quando la sua "strega" lo prende e lo porta via.
Un'aula di Palazzo Madama, insolitamente composta, ascolta emozionata. Bacchetta in mano, sorriso deliziato, Giovanni si rivolge, con visibile ammirazione, ai musicisti: l'Orchestra Sinfonica I Virtuosi Italiani.
Due composizioni di Puccini (a 150 anni dalla nascita), poi 4 o 5 sue creature.
 Dopodichè si siede al piano e l'emozione (sua, degli spettatori in sala e di quelli a casa davanti alla TV), arriva al suo picco più alto.
Applausi scroscianti alla fine di ogni pezzo, in piedi (io sul divano come con Valentino Rossi) alla fine dello spettacolo, con 3 bis previsti e uno fuori programma.
Allevi mette tutti d'accordo... storica unanimità al Senato!

Dettagli:
Giovanni Allevi
nato ad Ascoli Piceno il 9 aprile 1969
live: 21 dicembre 2008 @ Aula del Senato di Palazzo Madama, Roma


Due capocce intense, impegnate, piene di cose da dire e fare...
Due buone speranze per il 2009...
Auguri a tutti!
postato da: djgab0 alle ore 13:42 | link | commenti
categorie: musica, music, live, caparezza, giovanni allevi
lunedì, 10 novembre 2008

Tu mettilo in un angolo



Ci vai perché passa in città (e a Modena passano una volta),
perché quella sera non hai molto di meglio da fare (la Juve in tv? per carità),
perché tutti ne parlano bene… (alcuni sicuramente “sulla fiducia”),
perché in quel locale (Mr Muzik OFF) ci sono passati e ci passeranno, tra gli altri, Marta sui Tubi, Paolo Benvegnù (peccato averli persi), Offlaga Disco Pax, Lombroso, Settlefish, Jennifer Gentle, Zen Circus...(buone referenze direi),
perché in quel locale non sei ancora mai stato e prima o poi ti tocca,
perché la settimana scorsa ha fatto da spalla ai Calexico (ottima referenza direi), perché ascoltando qualche pezzo in rete promette bene,
perché ti sei stufato di annuire con complicità quando qualcuno ti dice “tra i live migliori che ho visto ultimamente… sicuramente Moltheni!!”
Quindi chiami un amico abbastanza curioso e competente da poter apprezzare, sali in macchina (cartina della città) e ti immergi nella grigiastra, metallifera, circospetta, genuinamente brutta zona industriale (non ancora milanesamente post-industriale) di Modena nord.

Moltheni sale educatamente sul palco con due chitarre acustiche praticamente identiche (mi fa notare l’amico-accompagnatore), ma che cambierà praticamente ad ogni canzone) e si mette, altrettanto educatamente in un angolo (Tu mettimi in un angolo che la retta poi la tiro io - Corallo).
Lascia il centro del palco e la scena (almeno visiva) al ben più carismatico bassista (“io quello l’ho già visto un milione di volte… ”). Altri 3 componenti: chitarra (e pedali?), batteria, tastiere.
La voce è nitida, metallica, graffiante ma non troppo, ha un che di familiare (ora non ti mettere a cercare le somiglianze che non se ne esce più)….

Inizia con qualche pezzo del nuovo album (a giudicare dalla reazione tiepida dei due tipi seduti in prima fila che poi canteranno la maggior parte delle canzoni a memoria).
Mi piacciono. Se ne percepisce lo studio, l’accuratezza, la maturità (eccola l’affermazione da spocchioso critico… per carità… va de retro!). Torniamo all’accuratezza… la cosa che mi colpisce di più… figlia di un evidente rispetto nei confronti delle sua canzoni, di ogni nota, pausa, parola, sospiro, cambio di ritmo, passaggio. Nulla è frutto del caso… magari non necessariamente provato e riprovato in sala prove, ma certamente frutto di un pensiero e un’elaborazione profonda, profondissima.

E quando esce lui stesso gli lascia la scena. Sembra dire: “non sono io sul palco, ma neanche Giacomo che si muove come un ossesso, sono le canzoni (i pezzi), le mie creature”. Per non “disturbare, poche parole pronunciate sottovoce e controvoglia per ringraziare (un primo “ok” dopo il terzo pezzo, un secondo “ok” dopo il quinto, poi qualche “grazie molte” e “molto gentili” qua e là… niente di più).
Ma non è così importante: il concerto è bello, emozionante. Come se avesse una personalità propria, pezzo dopo pezzo si prende sempre più confidenza, con le orecchie, la testa, le mani.

Alla fine non ti chiedi più se sono bravi loro, se è bravo lui, o semplicemente sono le canzoni. Annuisci. Applaudi convinto. Ti arricchisci. Compri l’album (direttamente a Moltheni, che – a gesti ovviamente, senza dire neanche una parola – ti consiglia l’ultima sua creatura: I segreti del corallo).

“Tra i live migliori che ho visto ultimamente… sicuramente Moltheni!”.
Annuisco con complicità… ora consapevole. 
postato da: djgab0 alle ore 22:14 | link | commenti
categorie: musica, music, live, moltheni
giovedì, 19 giugno 2008

Eccitato... eccitatissimo dall'ancora fresca esperienza "radiohead live @ Arena - MI"... sulla quale mi limito a ribadire che sono senza ombra di dubbio la miglior band rock del mondo.
Eccitatissimo da questa cosa... dicevo... ho di fronte un bivio: smettere di andare a vedere concerti dal vivo perchè tanto come loro nessuno mai... oppure approfittare della scarica di adrenalina e proseguire...

Per il momento propendo per la seconda strada e quindi mi mettoa  disquisire su quale evento mi sembra interessante questa estate e quale meno...

Una sorta di promemoria (con annotazioni) così almeno non mi dimentico cosa e quando andare:

Innanzitutto Bjork il 28 luglio all'Arena di Verona. Non l'ho mai vista dal vivo, ma mi aspetto grandi cose da lei e dalla location.

Ma sono particolarmente attratto anche da un paio di festival:

Ferrara sotto le stelle dal 21 giugno al 24 luglio
(dentro il castello!!). Asterisco su Franz Ferdinand, Notwist  - gratissseeeeeeeeee  - e Cat Power, ma tutto bello)

Spaziale Festival a Torino. Very indie-young festival, molto alternativo, a tratti troppo soprattutto nella scelta di non fare concerti di ven e sab…

poi... visto che siamo sull'alternativo... inrigante questo Regna Rock Nordic Festival dal 24 al 28 giugno al Magnolia (Milano). Di tutti i gruppi in cartellone conosco solo i Who Made Who e ciò mi basta per ben sperare...

poi... vado random... Offlaga Disco Pax (sempre al Magnolia) il 25 giugno, i Marta sui Tubi il 3 luglio alla Cascina Monluè,
più giù... tornando in centro Italia ...c'è il Play Arezzo Art Festival (soprattutto Ben Harper il 25 luglio, Consoli+Gazzè+Bregovich + spettacolo di Emma Dante il 27 luglio)

E poi il classico Traffic (dal 7 al 12 luglio sia a Milano che a Torino). Il programma non è niente di eccezionale quest’anno, ma magari un salto a vedere
i Justice il 7 luglio all'Arena Civica di Milano (bisogna registrarsi sul blog di Alfa Mito per entrare!!!) ma anche gli Afterhours sabato 12 luglio a Torino
mercoledì, 04 giugno 2008

M'ama... non m'ama...
MI AMI - Musica Importante A Milano
[6-8 giugno 2008]

Ci piace. Ci sono tutti:
quelli che ci sono sempre piaciuti (Yuppie Flu, Paolo Benvegnù, Bugo, Fratelli Calafuria...),
quelli che prima mmmm, ma ci hanno convinto solo negli ultimi tempi (Meg su tutte),
quelli che quasi quasi non ci ricordavamo più (The Zen Circus, Le luci della centrale elettrica, Hormonauts...),
quelli che li conosco solo da poco, ma porca vacca.... (Amour Fou, Il Genio...)
quelli che non ci hanno mai convinto troppo, ma tant'è... (qui non faccio nomi, perchè sono un gentleman)

A noi, cmq, nonostante l'età, i festival CI piacciono (lo so che non si dice, puristi del cazz, ma voglio rafforzare...)... ci piace chi l'organizza (Rock-it) e ci piace quello che solitamente succede al Magnolia...

Quindi questo MI AMI 2008 fa proprio al caso nostro. ù
Certo... Il Magnolia, anche per chi vive a Milano, non è proprio il posto più comodo da raggiungere... ma qualcuno con l macchina si trova, no? (casomai chiamatemi!)

Ultima nota sui costi: 8 euro il venerdì, 10 euro il sabato, 5 euro la domenica, 15 euro per le 3 giornate

ah... e non dimenticate l'AUTAN!!!!!!


Venerdì 6 giugno

Apertura cancelli ore 17.00 - inizio concerti ore 18.00 - chiusura ore 4.00

Palco Sandro Pertini Palco La Collinetta
Meg Trabant
Paolo Benvegnù Egokid
Yuppie Flu Atari
Amor Fou Don Turbolento
A Classic Education Farmer Sea
Kobenhavn Store Three In One Gentleman Suite
Io?Drama Musetta
Don Vito & i Veleno Vegetable G
Venezia
Dj Set Reading notturno
The Bloody Beetroots Emidio Clementi


Sabato 7 giugno

Apertura cancelli ore 15.00 - inizio concerti ore 16.00

Palco Sandro Pertini Palco La Collinetta
The Hormonauts Le Luci Della Centrale Elettrica
The Zen Circus Altro
Redworm's Farm Damien*
Disco Drive Il Genio
Sottopressione Calibro 35
Dead Elephant Temponauts
Ah, Wildness Camillas
Drink to me Annie hall
Golf Clvb The Calorifer Is Very Hot
Cosmetic Tiger Tiger
The Nerd Follia Entics
Marcho's
Trees Of Mint
Dj Set Reading notturno
Spiller Marco Philopat


Domenica 8 giugno

Apertura cancelli ore 13.00 - inizio concerti ore 16.30

Palco Sandro Pertini
Bugo
The Mojomatics
Truceklan
Uochi Toki
Sikitikis
Fratelli Calafuria
Ojm
Granturismo
La Blanche Alchimie
Dj Set
Congorock
giovedì, 22 maggio 2008

Parole (sante) e musica




Il popolo è un bambino.
Fa tante domande il popolo. E tu non gli puoi dire la verità sennò quello ti mette in difficoltà.
Per esempio io c'ho un figlio, si chiama Robertino Casoria, è il peggiore della classe.
M'ha detto "Papà cosa sono i terroristi?" e io gli ho voluto dire la verità.
Gli ho detto "Ti ricordi quand'eri bambino? A Natale t'ho detto che sarebbe arrivato Babbo Natale. Tu eri un bambino intelligente e non c'hai creduto. Ma poi la notte io sono andato a mettere i regali sotto l'albero e la mattina appresso quando li hai visto hai cominciato a credere che te li aveva portati Babbo Natale.
Hai pensato che se c'è il regalo significa che c'è pure il barbone che lo porta, con le slitte, con le renne... e invece ero sempre io!
E i terroristi sono la stessa cosa: qualcuno ti dice che ci sono i terroristi e tu non ci credi. Poi scoppia una bomba, crollano un paio di grattacieli e tutti pensano che se c'è l'attentato significa che ci stanno anche i terroristi che l'hanno fatto.
Ma è tutta una bugia... è sempre papà che zitto zitto de notte fa scoppià le bombe e poi dà la colpa ai terroristi.
E mio figlio me fa: "L'amico mio Pancotti Maurizio - che Robertino  frequenta un bambino ciccione insopportabile che secondo me pure un po' deficiente" mi ha detto "Pancotti Maurizio dice che questa cosa si chiama Strategia della Tensione".
E allora io gli ho risposto: "L'amico tuo Pancotti Maurizio è comunista. E lo sai perché è così ciccione? Perché i comunisti si mangiano i bambini. Stai attento quando vai a fare la merenda da lui, perché ti si mangia."
E mio figlio Robertino ha cominciato a tremare. Per una settimana non è più uscito di casa. Gli ho fatto fare tutto quello che volevo: gli dicevo "Lava la macchina! Metti apposto la stanzetta! Portami le ciabatte!" Lui mi obbediva come un cagnolino. Perché si governa con la paura.
E il popolo è uguale. Il popolo è un bambino. Se vuoi che non si perda nel bosco, gli devi dire che c'è il lupo cattivo, l'uomo nero, i terroristi, gli arabi col barbone, i pirati della Malesia. Ogni tanto insomma bisogna pure cambiare, fare la rotazione: il diavolo, gli zombie, il mostro di Lochness, il boce, i marziani, i fantasmi.
Perché il popolo è un bambino. Se gli metti paura te porta le ciabatte, te lava la macchina...
Il popolo è un bambino. Se gli metti paura ti ubbidisce subito.


Parole sante!
(di Ascanio Celestini)
postato da: djgab0 alle ore 17:11 | link | commenti
categorie: musica, parole sante, ascanio celestini
venerdì, 23 novembre 2007

Lifeline: un vino BEN invecchiato



Lo zio Ben ha mani grandi e forti. Si siede sulla poltrona davanti al fuoco e inizia a suonare.
La chitarra dà alla stanza una luce calda, come una candela.
La voce morbida dipinge le sue storie di colori autunnali.
Nei suoi racconti c’è tutta la passione del vissuto, della terra rossa, della sabbia e del mare calmo, che si scorge dalla finestra.
Ripercorrono la linea della sua vita.

Chi lo ascolta rimane incantato, affascinato, si sente autorizzato a fare proprie le storie narrate: un viaggio in treno attraverso la campagna, il deserto, fino al mare; una storia d’amore lontana; una giornata di lavoro nei campi sotto il sole cocente; una notte passata a discutere con due vecchi amici; un sorriso carico di nostalgia.

Le parole e le note si abbracciano con armonia e ti accolgono come un divano comodo.
Magari a volte ripete storie già sentite o riusa immagini già viste. Ma non ti stanca. È come rivedere più volte un film che ami: ogni volta poni attenzione a particolari prima trascurati, e lo rivivi in modo nuovo.

Quando la malinconia sembra predominare, zio Ben si tira su dalla poltrona e rianima il fuoco. Un cenno di intesa ai suoi compagni d’armi (The Innocent Criminals), che non esitano ad alzare il ritmo delle storie con nuovi colori e particolari.

Ascoltare i suoi racconti è come sorseggiare un buon vino rosso: osservare il colore rubino, annusare i profumi di sottobosco, di libro vecchio, di marmellata, gustare il sapore rotondo, vivere la scia in bocca, in gola e poi in testa.

Ben Harper fa buon sangue.


Artista: Ben Harper & The Innocent Criminals
Album: Lifeline
Anno: 2007
Etichetta: Virgin Records
postato da: djgab0 alle ore 09:04 | link | commenti (1)
categorie: musica, music, ben harper, innocent criminals, lifeline
giovedì, 15 novembre 2007

Volta: la favola di un’intrusa della Terra



La piccola Betulla (Bjork in islandese) è una bambina che gioca a fare l’adulta e un’adulta che gioca a fare la bambina. Un’aliena… un’intrusa della Terra che balla, batte i suoi minuscoli piedi sul ghiaccio, si rotola nel fango colorato, si avventura senza paura nella foresta e chiama a sé i suoi bizzarri compagni di gioco (Earth Intruders): il Camonzo Punk (animale alquanto scontroso, ma simpatico, che vive in foreste buie e suona il fenfender, una chitarra costruita con legno di noce e muschio), il Porcospino autostradale (una mutazione dei porcospini, stanchi di essere investiti e spiaccicati sulle strade, per questo dotati di catarifrangenti sul davanti e sul dietro e di aculei duri come acciaio in grado di forare anche le gomme di un autotreno) e Sbronzalo (simile a una grossa ape, da cui si distingue per il naso rosso, dovuto alla sua abitudine di non portare all’alveare il miele raccolto, ma di berselo tutto prendendo storiche sbronze).*

Lei ama loro e loro amano lei. È un sentimento forte quanto puro, sincero, innocente (Innocence), che solo i bambini e gli animali sono capaci di scambiarsi.

Mentre stanno passeggiando nella foresta, Betulla inizia a correre, apparentemente senza meta, ma i suoi amici la seguono fiduciosi. All’improvviso sbucano inaspettatamente davanti al mare. È uno spettacolo meraviglioso. Tra i ghiacci, il buio della foresta ha lasciato spazio alla luce rossastra del sole.
La gioia disegna il viso della piccola fatina, che sogna un giorno di poter spiccare il volo come i suoi amici uccelli, e volare verso quella palla colorata (Wonderlust).

Si siedono in cerchio a contemplare lo spettacolo della natura. I raggi del sole riflettono sulle onde nel mare e infuocano gli occhi di Betulla (The Dull Flame of Desire). Sottovoce interrompe il silenzio: “Credi che un giorno riusciremo a raggiungere il sole, Camy (come lei chiamava il Camonzo Punk)?”
E Camonzo, con tono indispettito (lui odia essere chiamato Camy: è  a dir poco disdicevole per un punk!!), risponde: “Sarebbe bello. Ma noi non sappiamo volare! E Sbronzalo, a cui madre natura a fatto questo dono, è troppo poco affidabile come insegnante!”

Sbronzalo, chiamato in causa, interviene con uno dei suoi soliti monologhi blateranti che partono dalla natura avversa, passano attraverso lo scandalo del calcio moderno e arrivano inevitabilmente alla polemica politica (Declare Independence).
Gli altri, ormai abituati a questo divertente teatrino, gli fanno il verso, provocandolo ed imitandolo nelle sue goffe movenze. Ne nasce un balletto divertente, che culmina in una fragorosa risata corale…. e tutti giù per terra (My Juvenile).

Betulla, riprendendosi dal gran ridere, chiama i suoi amici a sé e li invita ad un abbraccio di gruppo (Vertebrae by Vertebrae) e con un pizzico di nostalgia chiede: “Noi saremo sempre amici, vero?” (I See Who You Are).
E gli altri in coro: “Ma certo, cara!!!”
“Anche quando Camy diventerà un chitarrista famoso e girerà il mondo? E Porcospino andrà a lavorare al casello di Ronco Bilaccio? E Sbronzalo… ehm… Sbronzalo… beh… ecco…. quando Sbronzalo aprirà un bar per astemi? Anche in quel momento rimarremo sempre amici???”
Le risposte convinte dei suoi compagni la riempiono di speranza (Hope) e fugano i brutti pensieri, il sospetto che diventando adulti questo mondo fatato scomparirà (Pneumonia).
“E tu, Betulla? - chiede Porcospino - Tu che farai?”

“Io canterò… giocherò con i suoni, con la voce, con i sogni, con questi mondi fantastici.”

* I personaggi qui menzionati sono liberamente tratti dal libro-mostra di Altan, Stefano Benni e Piero Perrotti (in collaborazione con Amfer) “Mondo Babonzo: Museo delle creature immaginarie”,  Gallucci Editore
postato da: djgab0 alle ore 17:02 | link | commenti (1)
categorie: musica, music, bjork, volta, amref
giovedì, 18 ottobre 2007

Alla [RADIO] TESTA di un'altra RIVOLUZIONE
[molto prima degli altri]


[PLAY…]

Svegliato da due schiaffi in faccia: un inaspettato sole invernale entra dalla finestra e lo butta giù dal letto. È un risveglio brusco, ma inspiegabilmente piacevole. Lo sprona ad attivarsi, a muoversi in modo irregolare, a camminare (15 Steps), poi ad accelerare. Agli occhi le immagini arrivano ancora sfocate, ma il corpo si muove sincopato, quasi incontrollato.

Si siede un attimo. Il tempo di un caffè. Poi di nuovo quella sensazione, quell’incontrollabile bisogno di muoversi per la stanza. Nelle orecchie la voce arriva da lontano, anche lei sfocata. I suoni invece sono nitidi e passano direttamente sulla pelle. Il corpo è rapito (Bodysnatcher). Un’eccitazione, un calore, un godimento fisico crescente, vibrante, sempre di più, sempre di più, fino a cadere stremato.

Silenzio.

Sente una carezza sul corpo nudo (Nude), immaginata o reale poco importa, morbida, dolce e malinconica, forse di una madre lontana. Sorella. Amante.

Ricade nei sogni. Il suo sogno ricorrente: lui che nuota senza fatica, senza il problema di respirare, completamente a suo agio tra alghe fosforescenti, stelle marine (cadenti), cavallucci marini (a dondolo), sirene (spiegate) e pesci magici (Weird Fishes).

Andando verso il fondo del mare, l’acqua si fa cupa e densa, melmosa. Ma lui non ha paura e prosegue sempre più in basso, verso il buio, sorretto dalla forza del suo corpo (All I Need) e spinto da una curiosità morbosa, dall’insano desiderio di conoscenze avanzate, di incontri proibiti (Faust Arp). Sempre più giù, sempre più in profondità, fino a toccare il fondo del mare.

Ora forse inizia ad avere paura. In quell’istante un braccio amico lo afferra dall’alto, con forza lo porta fuori dall’acqua e lo sbatte di nuovo sul suo letto, nella realtà. Una sensazione confortante di regolarità, come dei libri ordinati su una mensola, come un tappeto pulito, come i conti che tornano (Reckoner).

Si alza dal letto e cammina scalzo per la casa per sentire le tavole di legno sotto i piedi, la polvere, le briciole lasciate in cucina, le fredde mattonelle del bagno. Si sente leggero, sulla sua pelle una la brezza fredda che entra dalla stessa finestra da cui poco fa entravano i raggi di sole. Lo scuote come fosse di carta (House of Cards) e quasi lo fa cadere (Jigsaw Falling Into Place).

Tante sensazioni in pochi minuti, o forse sono passate ore, immerso nel suono, in quella voce inconfondibile, che si fa di nuovo lontana fino a sciogliersi, terminare il solco del disco e lasciare il posto al rumore cadenzato della puntina che salta (Videotape).

Ora dalla finestra può entrare il capolavoro: In Rainbows.

[…NEVER STOP…]

 

Radiohead, “In Rainbows”


Dove: www.inrainbows.com

Perché: per tutti la possibilità di scaricare l’intero album scegliendo liberamente quanto pagare (anche niente). Per gli appassionati, i fanatici, i feticisti, la possibilità di farsi recapitare a casa una “Special Box” con il cd originale, un cd con 10 tracce bonus, 2 dischi in vinile e il libretto con disegni e immagini di Thom Yorke e compagni.

Nota: questo articolo compare, per gentile concessione dei suoi gestori, anche dentro una rivista online che si chiama Vinoir. Spiegare di cosa si tratta è difficile quanto riduttivo. Consiglio una visita...
postato da: djgab0 alle ore 13:47 | link | commenti (1)
categorie: musica, music, radiohead, in rainbows