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venerdì, 30 ottobre 2009

Salviamo la polizia dallo stato (di polizia) - parte seconda

...era il 13 novembre 2007 (quasi due anni fa) quando su questo stesso blog mi commuovevo/incazzavo per una serie di episodi disdicevoli (le prime sentenze sui fatti di Genova, l'uccisione di Gabriele Sandri e Federico Aldrovandi) che mettevano Polizia e Carabinieri sotto una luce cupa e inquietante, facendogli perdere credibilità agli occhi di tutti noi.

Passano due anni e la situazione sembra, se possibile, peggiorata...
Poliziotti, senza benzina (quando non costretti ad usare i propri mezzi), scendono legittimamente in piazza contro i tagli del governo che, pur avendo fatto della sicurezza il punto centrale della scorsa campagna elettorale, preferisce spendere quei pochi soldini rimasti per formare rondini e rondinelli, anche se di ronde in giro se ne vedono ben poche.
Un manipolo di carabinieri che cerca di raccimolare qualche extra ricattando personaggi illustri, addirittura preparando squallide messe in scena. Altri che fanno arrivare in carcere un ragazzo (Stefano Cucchi) in fin di vita per essere - a detta loro - accidentalmente caduto dalle scale!!

E il tutto viene circondato dalla "solidarietà" di ministri e colleghi, pronti a spergiurare il falso pur di infangare il buon nome delle forze armate. Ma così, a mio giudizio, ottengono esattamente l'opposto, alimentano, di fatto, questa scia di AUTO-DELEGITTIMAZIONE in corso, condita da quella ormai arcinota del nostro mini-premier nei confronto dei magistrati.
Il tutto ci spinge a non fidarci più della loro onestà, della loro moralità, senza riuscire più a fare i doverosi distinguo tra i tanti "poliziotti buoni" che ogni giorno rischiano la vita per noi dalle poche mele marce di cui arriviamo addirittura ad aver paura.

Forse rinfrescando la memoria...

Scorta di Paolo Borsellino, morti nella strage di Via D'Amelio, il 19 luglio 1992





Emanuela Loi, 24 anni. Era nata e cresciuta a Sestu, paese a pochi chilometri da Cagliari. Amava la sua terra e il suo sogno di essere una poliziotta.

Agostino Catalano
, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.

Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.

Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.

Claudio Traina 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.


Scorta di Giovanni Falcone, morti nella strage di Capaci, il 23 maggio 1992



Vito Schifani, 27 anni e lasciò la moglie Rosaria Costa, 22 anni e un figlio di appena 4 mesi.

Rocco Dicillo, 40 anni,  lasciò i genitori, tre sorelle e la fidanzata.

Antonio Montinaro, 30 anni. Lasciava la moglie Tina e due figli.


Scorta di Aldo Moro, morti nella strage di Via Fani, il 16 marzo 1978




Francesco Zizzi, 30 anni. Il 16 marzo del 1978 è il suo primo giorno al servizio della scorta di Moro. Muore a trent'anni come vice brigadiere di polizia, durante il trasporto all'ospedale Gemelli di Roma.

Giulio Rivera, 24 anni, muore all'istante, crivellato da otto pallottole.

Raffaele Iozzino,  muore come agente di polizia a solo 25 anni.

Domenico Ricci, 42 anni, autista di fiducia di Aldo Moro e non lo lascia fino alla morte. Lascia una moglie e due bambini.

Oreste Leonardi
52 anni,  era l'ombra di Moro, la sua guardia del corpo più fedele: quel 16 marzo del 1978, trovandosi nel sedile anteriore della macchina del Presidente, vicino al posto di guida, è proprio lui a compiere un tentativo estremo per proteggere Moro con il proprio corpo. Ha lasciato una moglie e due figli.
postato da: djgab0 alle ore 13:15 | link | commenti
categorie: manifestazioni, polizia
martedì, 28 ottobre 2008

Tossiga



Testualmente riporto un'intervista rilasciata dall'EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Francesco Cossiga al Giorno (del 23 ottobre, due giorni prima della bella quanto moscia e inconcludente manifestazione a Roma del PD)
Il silenzio di TUTTI (tranne qualche rara eccezione) rispetto a questa faccenda può avere due chiavi di lettura:
1. tutti sorvolano perchè lo considerano un "vecchio rimbambito"
2. tutti tacciono perchè acconsentono...

Cossiga: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”

Giornalista: “Gli universitari, invece?”

Cossiga: Lasciarli fare. Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città“.

Giornalista: “Dopo di che?”

Cossiga: “Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri”.

Giornalista:Nel senso che…”

Cossiga: “Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano“.

Giornalista: “Anche i docenti?”

Cossiga: “Soprattutto i docenti”.

Giornalista: “Presidente, il suo è un paradosso, no?”

Cossiga: “Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!”

Giornalista: “E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero”.

Cossiga: “Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

Giornalista: “Quale incendio?”

Cossiga: “Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese”
postato da: djgab0 alle ore 11:21 | link | commenti (1)
categorie: scuola, manifestazioni, cossiga