Salviamo la polizia dallo stato (di polizia) - parte seconda
...era il 13 novembre 2007 (quasi due anni fa) quando
su questo stesso blog mi commuovevo/incazzavo per una serie di episodi disdicevoli (le prime sentenze sui
fatti di Genova, l'uccisione di
Gabriele Sandri e
Federico Aldrovandi) che mettevano
Polizia e
Carabinieri sotto una luce cupa e inquietante, facendogli perdere credibilità agli occhi di tutti noi.
Passano due anni e la situazione sembra, se possibile, peggiorata...
Poliziotti, senza benzina (quando non costretti ad usare i propri mezzi),
scendono legittimamente in piazza contro i tagli del governo che, pur avendo fatto della sicurezza il punto centrale della scorsa campagna elettorale, preferisce spendere quei pochi soldini rimasti per formare rondini e rondinelli, anche se
di ronde in giro se ne vedono ben poche.
Un manipolo di carabinieri che cerca di raccimolare qualche extra ricattando personaggi illustri, addirittura preparando squallide
messe in scena. Altri che fanno arrivare in carcere un
ragazzo (Stefano Cucchi) in fin di vita per essere - a detta loro - accidentalmente caduto dalle scale!!
E il tutto viene circondato dalla "solidarietà" di ministri e colleghi, pronti a spergiurare il falso pur di infangare il buon nome delle forze armate. Ma così, a mio giudizio, ottengono esattamente l'opposto, alimentano, di fatto, questa scia di
AUTO-DELEGITTIMAZIONE in corso, condita da quella ormai arcinota del nostro mini-premier nei confronto dei magistrati.
Il tutto ci spinge a non fidarci più della loro onestà, della loro moralità, senza riuscire più a fare i doverosi distinguo tra i tanti
"poliziotti buoni" che ogni giorno rischiano la vita per noi dalle poche mele marce di cui arriviamo addirittura ad aver paura.
Forse rinfrescando la memoria...
Scorta di Paolo Borsellino, morti nella
strage di Via D'Amelio, il 19 luglio 1992
Emanuela Loi, 24 anni. Era nata e cresciuta a Sestu, paese a pochi chilometri da Cagliari. Amava la sua terra e il suo sogno di essere una poliziotta.
Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.
Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
Claudio Traina 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.
Scorta di Giovanni Falcone, morti nella
strage di Capaci, il 23 maggio 1992
Vito Schifani, 27 anni e lasciò la moglie Rosaria Costa, 22 anni e un figlio di appena 4 mesi.
Rocco Dicillo, 40 anni,
lasciò i genitori, tre sorelle e la fidanzata.
Antonio Montinaro, 30 anni. Lasciava la moglie Tina e due figli.
Scorta di Aldo Moro, morti nella
strage di Via Fani, il 16 marzo 1978
Francesco Zizzi, 30 anni. Il 16 marzo del 1978 è il suo primo giorno al servizio della scorta di Moro. Muore a trent'anni come vice brigadiere di polizia, durante il trasporto all'ospedale Gemelli di Roma.
Giulio Rivera, 24 anni, muore all'istante, crivellato da otto pallottole.
Raffaele Iozzino, muore come agente di polizia a solo 25 anni.
Domenico Ricci, 42 anni, autista di fiducia di Aldo Moro e non lo lascia fino alla morte. Lascia una moglie e due bambini.
Oreste Leonardi 52 anni, era l'ombra di Moro, la sua guardia del corpo più fedele: quel 16 marzo del 1978, trovandosi nel sedile anteriore della macchina del Presidente, vicino al posto di guida, è proprio lui a compiere un tentativo estremo per proteggere Moro con il proprio corpo. Ha lasciato una moglie e due figli.