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venerdì, 23 novembre 2007

Lifeline: un vino BEN invecchiato



Lo zio Ben ha mani grandi e forti. Si siede sulla poltrona davanti al fuoco e inizia a suonare.
La chitarra dà alla stanza una luce calda, come una candela.
La voce morbida dipinge le sue storie di colori autunnali.
Nei suoi racconti c’è tutta la passione del vissuto, della terra rossa, della sabbia e del mare calmo, che si scorge dalla finestra.
Ripercorrono la linea della sua vita.

Chi lo ascolta rimane incantato, affascinato, si sente autorizzato a fare proprie le storie narrate: un viaggio in treno attraverso la campagna, il deserto, fino al mare; una storia d’amore lontana; una giornata di lavoro nei campi sotto il sole cocente; una notte passata a discutere con due vecchi amici; un sorriso carico di nostalgia.

Le parole e le note si abbracciano con armonia e ti accolgono come un divano comodo.
Magari a volte ripete storie già sentite o riusa immagini già viste. Ma non ti stanca. È come rivedere più volte un film che ami: ogni volta poni attenzione a particolari prima trascurati, e lo rivivi in modo nuovo.

Quando la malinconia sembra predominare, zio Ben si tira su dalla poltrona e rianima il fuoco. Un cenno di intesa ai suoi compagni d’armi (The Innocent Criminals), che non esitano ad alzare il ritmo delle storie con nuovi colori e particolari.

Ascoltare i suoi racconti è come sorseggiare un buon vino rosso: osservare il colore rubino, annusare i profumi di sottobosco, di libro vecchio, di marmellata, gustare il sapore rotondo, vivere la scia in bocca, in gola e poi in testa.

Ben Harper fa buon sangue.


Artista: Ben Harper & The Innocent Criminals
Album: Lifeline
Anno: 2007
Etichetta: Virgin Records
postato da: djgab0 alle ore 09:04 | link | commenti (1)
categorie: musica, music, ben harper, innocent criminals, lifeline
giovedì, 15 novembre 2007

Volta: la favola di un’intrusa della Terra



La piccola Betulla (Bjork in islandese) è una bambina che gioca a fare l’adulta e un’adulta che gioca a fare la bambina. Un’aliena… un’intrusa della Terra che balla, batte i suoi minuscoli piedi sul ghiaccio, si rotola nel fango colorato, si avventura senza paura nella foresta e chiama a sé i suoi bizzarri compagni di gioco (Earth Intruders): il Camonzo Punk (animale alquanto scontroso, ma simpatico, che vive in foreste buie e suona il fenfender, una chitarra costruita con legno di noce e muschio), il Porcospino autostradale (una mutazione dei porcospini, stanchi di essere investiti e spiaccicati sulle strade, per questo dotati di catarifrangenti sul davanti e sul dietro e di aculei duri come acciaio in grado di forare anche le gomme di un autotreno) e Sbronzalo (simile a una grossa ape, da cui si distingue per il naso rosso, dovuto alla sua abitudine di non portare all’alveare il miele raccolto, ma di berselo tutto prendendo storiche sbronze).*

Lei ama loro e loro amano lei. È un sentimento forte quanto puro, sincero, innocente (Innocence), che solo i bambini e gli animali sono capaci di scambiarsi.

Mentre stanno passeggiando nella foresta, Betulla inizia a correre, apparentemente senza meta, ma i suoi amici la seguono fiduciosi. All’improvviso sbucano inaspettatamente davanti al mare. È uno spettacolo meraviglioso. Tra i ghiacci, il buio della foresta ha lasciato spazio alla luce rossastra del sole.
La gioia disegna il viso della piccola fatina, che sogna un giorno di poter spiccare il volo come i suoi amici uccelli, e volare verso quella palla colorata (Wonderlust).

Si siedono in cerchio a contemplare lo spettacolo della natura. I raggi del sole riflettono sulle onde nel mare e infuocano gli occhi di Betulla (The Dull Flame of Desire). Sottovoce interrompe il silenzio: “Credi che un giorno riusciremo a raggiungere il sole, Camy (come lei chiamava il Camonzo Punk)?”
E Camonzo, con tono indispettito (lui odia essere chiamato Camy: è  a dir poco disdicevole per un punk!!), risponde: “Sarebbe bello. Ma noi non sappiamo volare! E Sbronzalo, a cui madre natura a fatto questo dono, è troppo poco affidabile come insegnante!”

Sbronzalo, chiamato in causa, interviene con uno dei suoi soliti monologhi blateranti che partono dalla natura avversa, passano attraverso lo scandalo del calcio moderno e arrivano inevitabilmente alla polemica politica (Declare Independence).
Gli altri, ormai abituati a questo divertente teatrino, gli fanno il verso, provocandolo ed imitandolo nelle sue goffe movenze. Ne nasce un balletto divertente, che culmina in una fragorosa risata corale…. e tutti giù per terra (My Juvenile).

Betulla, riprendendosi dal gran ridere, chiama i suoi amici a sé e li invita ad un abbraccio di gruppo (Vertebrae by Vertebrae) e con un pizzico di nostalgia chiede: “Noi saremo sempre amici, vero?” (I See Who You Are).
E gli altri in coro: “Ma certo, cara!!!”
“Anche quando Camy diventerà un chitarrista famoso e girerà il mondo? E Porcospino andrà a lavorare al casello di Ronco Bilaccio? E Sbronzalo… ehm… Sbronzalo… beh… ecco…. quando Sbronzalo aprirà un bar per astemi? Anche in quel momento rimarremo sempre amici???”
Le risposte convinte dei suoi compagni la riempiono di speranza (Hope) e fugano i brutti pensieri, il sospetto che diventando adulti questo mondo fatato scomparirà (Pneumonia).
“E tu, Betulla? - chiede Porcospino - Tu che farai?”

“Io canterò… giocherò con i suoni, con la voce, con i sogni, con questi mondi fantastici.”

* I personaggi qui menzionati sono liberamente tratti dal libro-mostra di Altan, Stefano Benni e Piero Perrotti (in collaborazione con Amfer) “Mondo Babonzo: Museo delle creature immaginarie”,  Gallucci Editore
postato da: djgab0 alle ore 17:02 | link | commenti (1)
categorie: musica, music, bjork, volta, amref
martedì, 13 novembre 2007

salviamo la polizia dallo stato (di polizia)


Come premesso... in questa nuova veste di radioestensioni mi accingerò a blaterare anche su argomenti molto diversi tra loro... i più disparati.
Stavolta l'elastico di partenza sono i recenti fatti di cronaca: l'uccisione per "errore" di un ragazzo (Gabriele Sandri) in Autostrada da parte di un agente di polizia e la conseguente reazione violenta di un gruppo (sempre più) organizzato di criminali travestiti (purtroppo benissimo) da tifosi.
Il fatto in sé sarà esaminato dalla magistratura (almeno spero), ma mi porta ad una riflessione inevitabile sul rapporto tra polizia e persone, purtroppo sempre più incrinato.

Le persone possono sbagliare (come in questo caso), ma l'inquietudine sta nella reazione (reazionaria) che il mondo che li circonda riesce a creare.

Emblematico il caso... che peraltro io non conoscevo, di Federico Aldrovandi, un ragazzo di 18 ucciso il giugno scorso a calci e pugni da un gruppo di poliziotti (che poi hanno bellamente negato il tutto). In questo caso (sembra) il racconto dei genitori ha indotto il ministro Amato ad aprire un'inchiesta sul caso. Ma fino a quel momento gli stessi genitori hanno dovuto scontrarsi contro un muro di omertà, che fa ancora più impressione quando viene da chi ci dovrebbe (in teoria) difendere.

Ho molti amici poliziotti e questo mi aiuta a non cadere nella tentazione di fare di ogni erba un FASCIO... anzi! Credo che questi continui tentativi di "difendere", anche formalmente, l'operato di questi ragazzi (anche quando decisamente aldilà del sopportabile) li mette in una posizione ancora più difficile agli occhi delle persone portando un velo di sospetto, destinato ad acuirsi in casi come questi.

E... allungando ancora l'elastico, arriviamo a Genova 2001. Dei fatti indecenti, delle oggettive responsabilità da parte delle forze di polizia, a volte per errori grossolani (come l'inspiegabile sciagurata carica ai manifestanti pacifici in via Tolemaide, che è poi sfociata nell'assassinio di Carlo Giuliani), altre volte  con il sospetto di qualcosa di poco chiaro (come l'irruzione alla scuola Diaz o la presunta incapacità di fermare i Black Block) altre con la certezza della perdita di controllo (come le torture a Bolzaneto). E la tendenza (ancora una volta) è quella di voler insabbiare, dimenticare, non far parlare. I processi in corso, per questioni (che sinceramente non capisco) legate al sistema giuridico italiano, non arriveranno mai a concludersi. (tra i vari approfondimenti sul tema)

Ma c'era una possibilità concreta per accertare la verità, per fare almeno chiarezza, per sciogliere quel velo di sospetto a aiutare anche la polizia a ripulirsi agli occhi della gente: la Commissione Parlamentare di Inchiesta.

Ebbene... pochi giorni fa, tra le varie leggi e leggine presentate in Parlamento, c'era anche questa... e proprio su questa i parlamentari dell'Udeur (che ti aspetti da Mastella?) e quelli dell'Italia dei Valori (quali valori?) hanno deciso di trovarsi d'accordo e bocciarla.
Grazie ragazzi!
postato da: djgab0 alle ore 16:04 | link | commenti (1)
categorie: genova, polizia, g8