Volta: la favola di un’intrusa della Terra

La piccola Betulla (Bjork in islandese) è una bambina che gioca a fare l’adulta e un’adulta che gioca a fare la bambina. Un’aliena… un’intrusa della Terra che balla, batte i suoi minuscoli piedi sul ghiaccio, si rotola nel fango colorato, si avventura senza paura nella foresta e chiama a sé i suoi bizzarri compagni di gioco (
Earth Intruders): il Camonzo Punk (animale alquanto scontroso, ma simpatico, che vive in foreste buie e suona il fenfender, una chitarra costruita con legno di noce e muschio), il Porcospino autostradale (una mutazione dei porcospini, stanchi di essere investiti e spiaccicati sulle strade, per questo dotati di catarifrangenti sul davanti e sul dietro e di aculei duri come acciaio in grado di forare anche le gomme di un autotreno) e Sbronzalo (simile a una grossa ape, da cui si distingue per il naso rosso, dovuto alla sua abitudine di non portare all’alveare il miele raccolto, ma di berselo tutto prendendo storiche sbronze).*
Lei ama loro e loro amano lei. È un sentimento forte quanto puro, sincero, innocente (
Innocence), che solo i bambini e gli animali sono capaci di scambiarsi.
Mentre stanno passeggiando nella foresta, Betulla inizia a correre, apparentemente senza meta, ma i suoi amici la seguono fiduciosi. All’improvviso sbucano inaspettatamente davanti al mare. È uno spettacolo meraviglioso. Tra i ghiacci, il buio della foresta ha lasciato spazio alla luce rossastra del sole.
La gioia disegna il viso della piccola fatina, che sogna un giorno di poter spiccare il volo come i suoi amici uccelli, e volare verso quella palla colorata (
Wonderlust).
Si siedono in cerchio a contemplare lo spettacolo della natura. I raggi del sole riflettono sulle onde nel mare e infuocano gli occhi di Betulla (
The Dull Flame of Desire). Sottovoce interrompe il silenzio: “Credi che un giorno riusciremo a raggiungere il sole, Camy (come lei chiamava il Camonzo Punk)?”
E Camonzo, con tono indispettito (lui odia essere chiamato Camy: è a dir poco disdicevole per un punk!!), risponde: “Sarebbe bello. Ma noi non sappiamo volare! E Sbronzalo, a cui madre natura a fatto questo dono, è troppo poco affidabile come insegnante!”
Sbronzalo, chiamato in causa, interviene con uno dei suoi soliti monologhi blateranti che partono dalla natura avversa, passano attraverso lo scandalo del calcio moderno e arrivano inevitabilmente alla polemica politica (
Declare Independence).
Gli altri, ormai abituati a questo divertente teatrino, gli fanno il verso, provocandolo ed imitandolo nelle sue goffe movenze. Ne nasce un balletto divertente, che culmina in una fragorosa risata corale…. e tutti giù per terra (
My Juvenile).
Betulla, riprendendosi dal gran ridere, chiama i suoi amici a sé e li invita ad un abbraccio di gruppo (
Vertebrae by Vertebrae) e con un pizzico di nostalgia chiede: “Noi saremo sempre amici, vero?” (
I See Who You Are).
E gli altri in coro: “Ma certo, cara!!!”
“Anche quando Camy diventerà un chitarrista famoso e girerà il mondo? E Porcospino andrà a lavorare al casello di Ronco Bilaccio? E Sbronzalo… ehm… Sbronzalo… beh… ecco…. quando Sbronzalo aprirà un bar per astemi? Anche in quel momento rimarremo sempre amici???”
Le risposte convinte dei suoi compagni la riempiono di speranza (
Hope) e fugano i brutti pensieri, il sospetto che diventando adulti questo mondo fatato scomparirà (
Pneumonia).
“E tu, Betulla? - chiede Porcospino - Tu che farai?”
“Io canterò… giocherò con i suoni, con la voce, con i sogni, con questi mondi fantastici.”
I personaggi qui menzionati sono liberamente tratti dal libro-mostra di Altan, Stefano Benni e Piero Perrotti (in collaborazione con Amfer) “Mondo Babonzo: Museo delle creature immaginarie”, Gallucci Editore