Julia Marcell on SellaBand

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martedì, 13 gennaio 2009

Il conSiglio dal cilindro
(del cappellaio matto)



Prendi un libro di Charles Dickens dalla libreria.
Togli la polvere (è tanto che non lo leggi, e forse non l’hai mai fatto, perché è “troppo triste”).
Lo apri e chiudi gli occhi…
Passeggi sotto una dolorosa pioggia fredda tra le vie deserte della città.
E il vento. Sulle pareti i manifesti strappati di spettacoli “mirabolanti”.
È lì che incontri il cappellaio matto (il maestro Vinicio Capossela), unico essere colorato nella scenografia in grigio e nero (con effetto seppia).

Si apra il sipario di velluto rosso…

Il maestro-cappellaio matto si siede al piano, poi si alza in piedi imbracciando una chitarra, poi di nuovo seduto. Riempie con sapienza e morbidezza il piccolo palco vestito a festa, incorniciato dai suoi eleganti musicisti-acrobati e “straziato” dalle goffe movenze alcolizzate del mago-pignatta umana.

Il maestro omaggia con reverenza i suoi maestri, scalda il pubblico e l’aria, come il suo vino preferito: rosso, corposo e profumato.
Si traveste, cambia i suoi “magici” cappelli come la notte-donna cambia di umore, e trasforma la pioggia in neve… calda su di noi, qui fuori dal Corallo, nella notte di capodanno. Night(mare) after Christmas.

Ti costringe a vivere le sue canzoni, entrarci, seguirlo da un buco all’altro. Da un decennio all’altro.
Ti fa infilare una camicia a quadretti, il pettine nel taschino, appoggia la puntina sul disco, mette il grammofono sui sedili posteriori della cabriolet che scivola via.
Accende un’altra sigaretta...

Agli angoli delle strade, dietro le finestre e i cespugli, sotto i tombini, nella buca dell’orchestra, spuntano sempre i baffi del gatto-aiutante magico, che arrangia, soffia, suona, arricchisce, impreziosisce…
È quasi mattina e vi fermate al bordo della statale, sotto un platano. Lui tira fuori un sacco a pelo dal baule della macchina, utilissimo quando ti perdi nella nebbia, quando anche la terza bottiglia è finita e le parole iniziano a confondersi.

Il maestro, con il suo sorriso dolce e benevolo, bacia la civetta ed estrae un cassetto dal comò, grande come un letto, più grande, sempre più grande. Non puoi resistere: ti devi tuffare nei colori morbidi, il profumo di Marsiglia, e danzare, saltare, ma lentamente, con gli occhi semichiusi, immergendoti nell’arte dei suoi sogni.

Che musica, maestro!




Nota: mensione speciale per due suoi musicisti: Alessandro "Asso" Stefana, nella parte di uno dei musicisti-acrobati sul palco (chitarra e produzione, anche con Marco Parente, GoodMorningBoy, Paolo Benvegnù) e Enrico Gabrielli, nella parte del gatto-aiutante (fiati, tastiere e arraggiamenti vari, anche con Afterhours, Mariposa, Marco Parente, Morgan)
postato da: djgab0 alle ore 14:34 | link | commenti
categorie: musica, music, live, vinicio capossela
domenica, 21 dicembre 2008

Capocce intense

Capoccia 1

caparezzaDivertente, irriverente, gli piace (e piace al)la gente,
trasformista, umorista, convinto anti-fascista,
saltellante, roboante, decisamente stimolante,
infantile, inconfondibile, impone il suo stile,
corale, bestiale, a tratti geniale...


Pessimo tentativo di omaggiare in rima (stile rap) l'indiscutibile talento di Caparezza. Bambini (tanti bambini), adulti, giovani, tutti eccitati e divertiti dallo spettacolo. Ottimo gruppo sul palco: coesi, entusiasti, corali. Due ore di intensità pura. Habemus Capam!

Dettagli:
CapaRezza (al secolo Michele Salvemini)
nato a Molfetta il 9 ottobre 1973
live: 20 dicembre 2008 @ Fuori Orario, Taneto di Gattatico (RE)


Capoccia 2

alleviVisibilmente emozionato, come sempre apparentemente a disagio in ogni situazione tranne quando ha a che fare direttamente con la musica, la tocca, la sente, ne viene invaso, quando la sua "strega" lo prende e lo porta via.
Un'aula di Palazzo Madama, insolitamente composta, ascolta emozionata. Bacchetta in mano, sorriso deliziato, Giovanni si rivolge, con visibile ammirazione, ai musicisti: l'Orchestra Sinfonica I Virtuosi Italiani.
Due composizioni di Puccini (a 150 anni dalla nascita), poi 4 o 5 sue creature.
 Dopodichè si siede al piano e l'emozione (sua, degli spettatori in sala e di quelli a casa davanti alla TV), arriva al suo picco più alto.
Applausi scroscianti alla fine di ogni pezzo, in piedi (io sul divano come con Valentino Rossi) alla fine dello spettacolo, con 3 bis previsti e uno fuori programma.
Allevi mette tutti d'accordo... storica unanimità al Senato!

Dettagli:
Giovanni Allevi
nato ad Ascoli Piceno il 9 aprile 1969
live: 21 dicembre 2008 @ Aula del Senato di Palazzo Madama, Roma


Due capocce intense, impegnate, piene di cose da dire e fare...
Due buone speranze per il 2009...
Auguri a tutti!
postato da: djgab0 alle ore 13:42 | link | commenti
categorie: musica, music, live, caparezza, giovanni allevi
lunedì, 10 novembre 2008

Tu mettilo in un angolo



Ci vai perché passa in città (e a Modena passano una volta),
perché quella sera non hai molto di meglio da fare (la Juve in tv? per carità),
perché tutti ne parlano bene… (alcuni sicuramente “sulla fiducia”),
perché in quel locale (Mr Muzik OFF) ci sono passati e ci passeranno, tra gli altri, Marta sui Tubi, Paolo Benvegnù (peccato averli persi), Offlaga Disco Pax, Lombroso, Settlefish, Jennifer Gentle, Zen Circus...(buone referenze direi),
perché in quel locale non sei ancora mai stato e prima o poi ti tocca,
perché la settimana scorsa ha fatto da spalla ai Calexico (ottima referenza direi), perché ascoltando qualche pezzo in rete promette bene,
perché ti sei stufato di annuire con complicità quando qualcuno ti dice “tra i live migliori che ho visto ultimamente… sicuramente Moltheni!!”
Quindi chiami un amico abbastanza curioso e competente da poter apprezzare, sali in macchina (cartina della città) e ti immergi nella grigiastra, metallifera, circospetta, genuinamente brutta zona industriale (non ancora milanesamente post-industriale) di Modena nord.

Moltheni sale educatamente sul palco con due chitarre acustiche praticamente identiche (mi fa notare l’amico-accompagnatore), ma che cambierà praticamente ad ogni canzone) e si mette, altrettanto educatamente in un angolo (Tu mettimi in un angolo che la retta poi la tiro io - Corallo).
Lascia il centro del palco e la scena (almeno visiva) al ben più carismatico bassista (“io quello l’ho già visto un milione di volte… ”). Altri 3 componenti: chitarra (e pedali?), batteria, tastiere.
La voce è nitida, metallica, graffiante ma non troppo, ha un che di familiare (ora non ti mettere a cercare le somiglianze che non se ne esce più)….

Inizia con qualche pezzo del nuovo album (a giudicare dalla reazione tiepida dei due tipi seduti in prima fila che poi canteranno la maggior parte delle canzoni a memoria).
Mi piacciono. Se ne percepisce lo studio, l’accuratezza, la maturità (eccola l’affermazione da spocchioso critico… per carità… va de retro!). Torniamo all’accuratezza… la cosa che mi colpisce di più… figlia di un evidente rispetto nei confronti delle sua canzoni, di ogni nota, pausa, parola, sospiro, cambio di ritmo, passaggio. Nulla è frutto del caso… magari non necessariamente provato e riprovato in sala prove, ma certamente frutto di un pensiero e un’elaborazione profonda, profondissima.

E quando esce lui stesso gli lascia la scena. Sembra dire: “non sono io sul palco, ma neanche Giacomo che si muove come un ossesso, sono le canzoni (i pezzi), le mie creature”. Per non “disturbare, poche parole pronunciate sottovoce e controvoglia per ringraziare (un primo “ok” dopo il terzo pezzo, un secondo “ok” dopo il quinto, poi qualche “grazie molte” e “molto gentili” qua e là… niente di più).
Ma non è così importante: il concerto è bello, emozionante. Come se avesse una personalità propria, pezzo dopo pezzo si prende sempre più confidenza, con le orecchie, la testa, le mani.

Alla fine non ti chiedi più se sono bravi loro, se è bravo lui, o semplicemente sono le canzoni. Annuisci. Applaudi convinto. Ti arricchisci. Compri l’album (direttamente a Moltheni, che – a gesti ovviamente, senza dire neanche una parola – ti consiglia l’ultima sua creatura: I segreti del corallo).

“Tra i live migliori che ho visto ultimamente… sicuramente Moltheni!”.
Annuisco con complicità… ora consapevole. 
postato da: djgab0 alle ore 22:14 | link | commenti
categorie: musica, music, live, moltheni
martedì, 28 ottobre 2008

Tossiga



Testualmente riporto un'intervista rilasciata dall'EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Francesco Cossiga al Giorno (del 23 ottobre, due giorni prima della bella quanto moscia e inconcludente manifestazione a Roma del PD)
Il silenzio di TUTTI (tranne qualche rara eccezione) rispetto a questa faccenda può avere due chiavi di lettura:
1. tutti sorvolano perchè lo considerano un "vecchio rimbambito"
2. tutti tacciono perchè acconsentono...

Cossiga: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”

Giornalista: “Gli universitari, invece?”

Cossiga: Lasciarli fare. Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città“.

Giornalista: “Dopo di che?”

Cossiga: “Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri”.

Giornalista:Nel senso che…”

Cossiga: “Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano“.

Giornalista: “Anche i docenti?”

Cossiga: “Soprattutto i docenti”.

Giornalista: “Presidente, il suo è un paradosso, no?”

Cossiga: “Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!”

Giornalista: “E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero”.

Cossiga: “Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

Giornalista: “Quale incendio?”

Cossiga: “Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese”
postato da: djgab0 alle ore 11:21 | link | commenti (1)
categorie: scuola, manifestazioni, cossiga
lunedì, 21 luglio 2008

Presidente Fini, non resti muto...
lettera al Presidente della Camera dei Deputati
di
Piero Sansonetti - direttore di Liberazione
 
 

Gentile Presidente Gianfranco Fini,
Lei sa che pochi giorni fa un tribunale della Repubblica ha accertato che nel luglio del 2001, in una caserma vicino a Genova (Bolzaneto), un gran numero di agenti di polizia ha seviziato, picchiato, insultato, umiliato centinaia di ragazze e di ragazzi, ha esercitato feroci soprusi su di loro, ha commesso atti di vera e propria tortura, coprendo di vergogna il corpo della polizia e anche il nostro paese. La vicenda di Bolzaneto, e poi la sentenza (molto dolce nelle pene, molto chiara nell'accertamento dei fatti) sono state al centro dell'interesse dei giornali e delle Tv di tutto il mondo. Il mondo è stato messo di fronte al fatto che in quei giorni, a Bolzaneto, lo Stato italiano si è comportato come una dittatura sudamericana degli anni '70.
Lei sa anche, Presidente, che ieri un pubblico ministero ha chiesto condanne pesanti per una trentina di agenti e ufficiali e dirigenti della polizia, che in quegli stessi giorni, e sempre a Genova, misero sotto assedio una scuola, la Diaz, penetrarono al suo interno, pestarono a sangue centinaia di ragazzi inermi e completamente innocenti, ne ferirono in modo gravissime molte decine, sfiorarono l'omicidio. Lei sa che il pubblico ministero ha definito l'assalto alla scuola Diaz un atto più grave, e più lesivo della legalità, persino del lancio di molotov e degli attacchi violenti dei Black Block, che in quegli stessi giorni, non contrastati dalla polizia né dai carabinieri, devastarono alcune vie del centro di Genova.
Lei sa che il pubblico ministero ha accusato la polizia di avere tradito lo Stato, fabbricando prove false a carico dei ragazzi pestati e feriti, e sa che per questo, il giudice, ha chiesto tra l'altro la condanna e l'imprigionamento dell'attuale capo dell'antiterrorismo e di un alto dirigente dei nostri servizi segreti.
Non credo, Presidente, che neppure lei, ormai, abbia molti dubbi su cosa successe a Genova nel luglio del 2001, nei giorni del G8. Non sono più alcuni giornali di sinistra a dirlo (ma in quella occasione i fatti furono raccontati e denunciati da quasi tutti i grandi giornali italiani, in modo semplice e documentato): ora sono i tribunali a ricostruire l'andamento dei fatti. E a scrivere a chiare lettere che la responsabilità per l'inferno di Genova 2001 fu essenzialmente delle forze dell'ordine, e che poi per molte decine di ore in Italia furono sospesi - ad opera di polizia e carabinieri - la legalità, la democrazia e lo Stato di diritto.
Lei sa, Presidente, che una cosa così forte, così grave, sconvolgente, non era mai successa nell'Europa democratica, dai tempi della guerra e della caduta del fascismo. E' quasi impossibile trovare un precedente. Per due o tre giorni avvennero una serie concatenata di fatti - dunque non un singolo episodio di perdita di controllo - in gran parte coordinati, e poi coperti, dai massimi responsabili dell'ordine pubblico.
Lei, signor Presidente, in quei giorni era a Genova. Sappiamo che passò diverse ore nel Forte San Giuliano. Dicono anche che in una di quelle giornate andò a salutarealla Fiera i reparti della polizia impegnati nell'azione in piazza e che fu accolto molto bene, applaudito. Non mi viene neanche in mente di pensare che lei sapesse cosa stava succedendo, come stava maturando questo fenomeno eversivo e illegale che ha gettato molto discredito sulla nostra polizia. E come in questa degnerazione fossero coinvolti alti dirigenti della polizia. Ma proprio per questo, onorevole Fini, mi stupisco per il suo silenzio. L'hanno coinvolta, oggettivamente e a sua insaputa, in una orrenda pagina della storia della polizia e dello Stato e dell'arma dei carabinieri. Le hanno dimostrato che la politica non è in grado di controllare alcuni apparati. Quelli che sono gli apparati più vicini alle persone, quelli in grado di influire sulla vita di tutti noi, di ridurre la nostra libertà, i nostri diritti. Perché non si ribella? Perché non chiede conto? Lei oggi è Presidente della Camera, e dunque rappresenta il popolo italiano, non solo una sua parte. In passato, tante volte, ha espresso solidarietà alla polizia. Ora però si rende conto di come sono andate le cose. Non crede di dover esprimere solidarietà ai ragazzi, agli aggrediti? Non crede che sarebbe giusto alzare la voce, protestare per quelle ignominie, pretendere almeno che siano rimossi i dirigenti accusati di reati così gravi, chiedere soddisfazione - anche personale - per le bugie che le sono state raccontate?
Sono sicuro che ci penserà. E spero davvero che prenderà una iniziativa. La "macelleria" Genovese è un episodio terribile della storia recente d'Italia, che tra l'altro è costata la vita a un ragazzo di vent'anni. La politica non può chiamarsi fuori, non deve restare tremante di fronte ai poteri che non riesce a controllare, non deve accettare la subordinazione. Altrimenti muore la democrazia.

18/07/2008
 
*direttore di Liberazione
http://www.liberazione.it/
postato da: djgab0 alle ore 08:37 | link | commenti
categorie: genova, polizia, g8
lunedì, 23 giugno 2008


Salviamo Facoltà di frequenza!!!

Non Facciamo Morire FdF

postato da: djgab0 alle ore 09:42 | link | commenti
categorie: radio, facoltà di frequenza
giovedì, 19 giugno 2008

Eccitato... eccitatissimo dall'ancora fresca esperienza "radiohead live @ Arena - MI"... sulla quale mi limito a ribadire che sono senza ombra di dubbio la miglior band rock del mondo.
Eccitatissimo da questa cosa... dicevo... ho di fronte un bivio: smettere di andare a vedere concerti dal vivo perchè tanto come loro nessuno mai... oppure approfittare della scarica di adrenalina e proseguire...

Per il momento propendo per la seconda strada e quindi mi mettoa  disquisire su quale evento mi sembra interessante questa estate e quale meno...

Una sorta di promemoria (con annotazioni) così almeno non mi dimentico cosa e quando andare:

Innanzitutto Bjork il 28 luglio all'Arena di Verona. Non l'ho mai vista dal vivo, ma mi aspetto grandi cose da lei e dalla location.

Ma sono particolarmente attratto anche da un paio di festival:

Ferrara sotto le stelle dal 21 giugno al 24 luglio
(dentro il castello!!). Asterisco su Franz Ferdinand, Notwist  - gratissseeeeeeeeee  - e Cat Power, ma tutto bello)

Spaziale Festival a Torino. Very indie-young festival, molto alternativo, a tratti troppo soprattutto nella scelta di non fare concerti di ven e sab…

poi... visto che siamo sull'alternativo... inrigante questo Regna Rock Nordic Festival dal 24 al 28 giugno al Magnolia (Milano). Di tutti i gruppi in cartellone conosco solo i Who Made Who e ciò mi basta per ben sperare...

poi... vado random... Offlaga Disco Pax (sempre al Magnolia) il 25 giugno, i Marta sui Tubi il 3 luglio alla Cascina Monluè,
più giù... tornando in centro Italia ...c'è il Play Arezzo Art Festival (soprattutto Ben Harper il 25 luglio, Consoli+Gazzè+Bregovich + spettacolo di Emma Dante il 27 luglio)

E poi il classico Traffic (dal 7 al 12 luglio sia a Milano che a Torino). Il programma non è niente di eccezionale quest’anno, ma magari un salto a vedere
i Justice il 7 luglio all'Arena Civica di Milano (bisogna registrarsi sul blog di Alfa Mito per entrare!!!) ma anche gli Afterhours sabato 12 luglio a Torino
mercoledì, 04 giugno 2008

M'ama... non m'ama...
MI AMI - Musica Importante A Milano
[6-8 giugno 2008]

Ci piace. Ci sono tutti:
quelli che ci sono sempre piaciuti (Yuppie Flu, Paolo Benvegnù, Bugo, Fratelli Calafuria...),
quelli che prima mmmm, ma ci hanno convinto solo negli ultimi tempi (Meg su tutte),
quelli che quasi quasi non ci ricordavamo più (The Zen Circus, Le luci della centrale elettrica, Hormonauts...),
quelli che li conosco solo da poco, ma porca vacca.... (Amour Fou, Il Genio...)
quelli che non ci hanno mai convinto troppo, ma tant'è... (qui non faccio nomi, perchè sono un gentleman)

A noi, cmq, nonostante l'età, i festival CI piacciono (lo so che non si dice, puristi del cazz, ma voglio rafforzare...)... ci piace chi l'organizza (Rock-it) e ci piace quello che solitamente succede al Magnolia...

Quindi questo MI AMI 2008 fa proprio al caso nostro. ù
Certo... Il Magnolia, anche per chi vive a Milano, non è proprio il posto più comodo da raggiungere... ma qualcuno con l macchina si trova, no? (casomai chiamatemi!)

Ultima nota sui costi: 8 euro il venerdì, 10 euro il sabato, 5 euro la domenica, 15 euro per le 3 giornate

ah... e non dimenticate l'AUTAN!!!!!!


Venerdì 6 giugno

Apertura cancelli ore 17.00 - inizio concerti ore 18.00 - chiusura ore 4.00

Palco Sandro Pertini Palco La Collinetta
Meg Trabant
Paolo Benvegnù Egokid
Yuppie Flu Atari
Amor Fou Don Turbolento
A Classic Education Farmer Sea
Kobenhavn Store Three In One Gentleman Suite
Io?Drama Musetta
Don Vito & i Veleno Vegetable G
Venezia
Dj Set Reading notturno
The Bloody Beetroots Emidio Clementi


Sabato 7 giugno

Apertura cancelli ore 15.00 - inizio concerti ore 16.00

Palco Sandro Pertini Palco La Collinetta
The Hormonauts Le Luci Della Centrale Elettrica
The Zen Circus Altro
Redworm's Farm Damien*
Disco Drive Il Genio
Sottopressione Calibro 35
Dead Elephant Temponauts
Ah, Wildness Camillas
Drink to me Annie hall
Golf Clvb The Calorifer Is Very Hot
Cosmetic Tiger Tiger
The Nerd Follia Entics
Marcho's
Trees Of Mint
Dj Set Reading notturno
Spiller Marco Philopat


Domenica 8 giugno

Apertura cancelli ore 13.00 - inizio concerti ore 16.30

Palco Sandro Pertini
Bugo
The Mojomatics
Truceklan
Uochi Toki
Sikitikis
Fratelli Calafuria
Ojm
Granturismo
La Blanche Alchimie
Dj Set
Congorock
giovedì, 22 maggio 2008

Parole (sante) e musica




Il popolo è un bambino.
Fa tante domande il popolo. E tu non gli puoi dire la verità sennò quello ti mette in difficoltà.
Per esempio io c'ho un figlio, si chiama Robertino Casoria, è il peggiore della classe.
M'ha detto "Papà cosa sono i terroristi?" e io gli ho voluto dire la verità.
Gli ho detto "Ti ricordi quand'eri bambino? A Natale t'ho detto che sarebbe arrivato Babbo Natale. Tu eri un bambino intelligente e non c'hai creduto. Ma poi la notte io sono andato a mettere i regali sotto l'albero e la mattina appresso quando li hai visto hai cominciato a credere che te li aveva portati Babbo Natale.
Hai pensato che se c'è il regalo significa che c'è pure il barbone che lo porta, con le slitte, con le renne... e invece ero sempre io!
E i terroristi sono la stessa cosa: qualcuno ti dice che ci sono i terroristi e tu non ci credi. Poi scoppia una bomba, crollano un paio di grattacieli e tutti pensano che se c'è l'attentato significa che ci stanno anche i terroristi che l'hanno fatto.
Ma è tutta una bugia... è sempre papà che zitto zitto de notte fa scoppià le bombe e poi dà la colpa ai terroristi.
E mio figlio me fa: "L'amico mio Pancotti Maurizio - che Robertino  frequenta un bambino ciccione insopportabile che secondo me pure un po' deficiente" mi ha detto "Pancotti Maurizio dice che questa cosa si chiama Strategia della Tensione".
E allora io gli ho risposto: "L'amico tuo Pancotti Maurizio è comunista. E lo sai perché è così ciccione? Perché i comunisti si mangiano i bambini. Stai attento quando vai a fare la merenda da lui, perché ti si mangia."
E mio figlio Robertino ha cominciato a tremare. Per una settimana non è più uscito di casa. Gli ho fatto fare tutto quello che volevo: gli dicevo "Lava la macchina! Metti apposto la stanzetta! Portami le ciabatte!" Lui mi obbediva come un cagnolino. Perché si governa con la paura.
E il popolo è uguale. Il popolo è un bambino. Se vuoi che non si perda nel bosco, gli devi dire che c'è il lupo cattivo, l'uomo nero, i terroristi, gli arabi col barbone, i pirati della Malesia. Ogni tanto insomma bisogna pure cambiare, fare la rotazione: il diavolo, gli zombie, il mostro di Lochness, il boce, i marziani, i fantasmi.
Perché il popolo è un bambino. Se gli metti paura te porta le ciabatte, te lava la macchina...
Il popolo è un bambino. Se gli metti paura ti ubbidisce subito.


Parole sante!
(di Ascanio Celestini)
postato da: djgab0 alle ore 17:11 | link | commenti
categorie: musica, parole sante, ascanio celestini
martedì, 01 aprile 2008

Quanto vale una Foresta Fragile?
Decidilo tu!



(sottotitolo: Yuppie Flu e la loro parte di ricoluzione....)


I ragazzi sono bravi... lo sappiamo. non c'è certo bisogno che lo ribadisca io da questo umile spazio di divagazioni.
ma non posso esimermi dal sottolineare e soprattutto ELOGIARE quello che stanno facendo in occasione del loro nuovo disco.

"Fai tu il prezzo"
Stesso concetto dei Radiohead. con In Rainbows, ovvero acquisto dell'album ad offerta libera.. compresa la possibilità per i fan di acquistare il box cd in edizione limitata (15 €) e-o la maglietta con l'immagine di copertina (25 €), magari da sfoggiare a qualche concerto: 4 aprile Firenze, Viper; 5 aprile Bologna, Covo Club; 24 aprile Roncade (TV), New Age; 25 aprile Brescia, Nave di Harlock, 17 maggio Roma, Circolo degli Artisti.

Complimenti a loro (e alla Homesleep - che poi è sempre loro) per l'iniziativa ...

ora vado a scaricarmi il disco. Quanto vale secondo voi?
postato da: djgab0 alle ore 12:04 | link | commenti (2)
categorie: radiohead, yuppie flu, foresta fragile